ore 17.00 – Cortile Mens Corpore (via Sangalli 8)

spettacolo

LITALIANO PIERO

di Teatro Caverna

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Piero Ciampi

Litaliano Piero è un poeta anarchico.
Non servono altre parole per Piero Ciampi. La volontà è quella di attraversare i suoi versi silenti, punti da lama sottile che ha tagliato ifogli del poeta. Dodici canzoni di Piero Ciampi per dodici lampi nella notte della vita. La voce di un artista capace di versi geniali, incapace di quotidianità banali. Nessuna volontà di narrare, nessun racconto biografico del poeta. Dodici brevissimi monologhi. Il tema: “La morte mi fa ridere, la vita no!” per dirla con un verso famoso (poco ad esser sinceri) del cantautore. Accostarsi a Ciampi, alla sua opera ed alla sua strana epopea di vissuti, significa portarsi nella valigia 2 elementi: due occhi enormi e sensibilissimi, attenti a raccogliere ogni particolare del mondo e la coscienza (o l’incoscienza forse) di camminare su un filo malinconico appeso a mezz’aria tra la vita e la morte. Questo è il Piero Ciampi, intimo, con cui si vuole dialogare in questo progetto. Sottovoce, quasi.

scheda Litaliano Piero

ore 18.30 – al d. (via Galliari 6)

presentazione libro

CON FATICA DIRE FAME

di Giovanni Turra (ed. La vita felice)

Giovanni Turra

Giovanni Turra

Con Con fatica dire fame, Giovanni Turra ci affida un’opera capace di segnare un percorso che, nella nostra poesia, saprà farsi luminoso e importante. Ciò si deve a un’esposizione linguistica millimetrica, portatrice di un punto di vista originale ed etico sulle cose; e al tempo, che ha inciso il suo passaggio come un finissimo cesello (gli estremi della composizione definiscono un arco di 15 anni).
Inquadrature emotive e riflessive in fitta successione, nel modularsi continuo del quotidiano più scabro, lasciano al lettore una mappa solcata da eventi personali e insieme tipici, posti in situ dal loro stesso rivelarsi per verità e autenticità.
Nulla è lasciato al caso; tutto è governato da una pronuncia salda e netta, informata dal possesso del senso storico, da un Novecento poetico interiorizzato e fatto proprio.
Sono parole scandite nell’urgenza di un dialogo mai reticente con un ‘tu’, e un ‘noi’, gettati nella volontà di una comprensione. Atmosfere perlopiù domestiche e compatte si lasciano penetrare da sprazzi di luce improvvisi, a testimonianza di un’adesione senza riserve alla vita: che è cangiante, e tuttavia fedele. I corpi – esposti in un’impudicizia sensuale e carnale alla Lucien Freud – e i luoghi – sironianamente ritratti nella loro perimetrabilità solitaria – acconsentono all’indagine della vicenda umana di questo poeta, intessuta del distillare acuto e laborioso di un ascolto mai immediato e tantomeno facile. Poesie còlte da un ampio dintorno d’esperienze, che sanno come ospitarci per grazia e onestà.

Stefano Raimondi

Premio Letterario Anna Osti 2014 : secondo classificato

 scheda libro sul sito de La vita felice