POESIA CHE SI LEGGE – INCONTRI CON L’AUTORE

Massimo Gezzi

legge

Il numero dei vivi (Donzelli, 2015)

sabato 18 aprile, ore 18.00

TNT – Teatro Nuovo Treviglio (Piazza Garibaldi)


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Difendere un perimetro di spazio,

di esistenze, appartenersi nel rito

del risveglio sotto un unico

tetto che sembra casa e non lo è,

perché le luci già tremano e il termometro

dice febbre, e in una, due giornate uno vende

una discendenza, spicca i quadri, strappa le tende,

ne fa stracci. Nella breve parentesi

di questo istante vivete voi.

Massimo Gezzi ha pubblicato i libri di poesia Il mare a destra (Edizioni Atelier, 2004) e L’attimo dopo (Luca Sossella editore, 2009, Premi Metauro e Marazza Giovani), più la plaquette trilingue In altre forme/En d’autres formes/In andere Formen, con traduzioni di Mathilde Vischer e Jacqueline Aerne (Transeuropa, 2011). Ha curato l’edizione commentata del Diario del ’71 e del ’72 di Eugenio Montale (Mondadori, 2010) e l’Oscar Poesie 1975-2012 di Franco Buffoni (Mondadori, 2012). In Tra le pagine e il mondo (Italic Pequod, 2015) ha raccolto dieci anni di interviste ai poeti e recensioni. Vive a Lugano, dove insegna italiano presso il Liceo 1.

A sei anni di distanza da L’attimo dopo (Premio Metauro), Massimo Gezzi approda, con Il numero dei vivi, a una nuova tappa del suo percorso poetico.

Il titolo confessa una necessità: quella di ricominciare a contare, a numerare i soggetti e le cose che nel libro precedente, incentrato sul tema del tempo, risultavano tanto precari e momentanei da dimostrarsi tragicamente inafferrabili. Il numero dei vivi suggerisce invece una diversa postura etica e una necessità nuova: quella che nasce dall’essere parte, in modo mai pacificato e rassicurante, di una collettività locale  (una casa, una classe, una città) ma anche planetaria, che vive in un presente incerto e violento e che cerca, talvolta senza speranza, di resistergli o di opporglisi. Un libro sui vivi e sulla loro esistenza profondamente imperfetta, ma piena di dignità.